Come lettori di Cibo Serio sapete già che spesso (molto di frequente…!) le confezioni del cibo in commercio e le diciture che l’industria alimentare appone sulle confezioni sono fortemente ingannevoli. Tali diciture e scritte tendono a farci comprare anche cose che non compreremmo se fossimo accuratamente informati e più consapevoli sul reale contenuto del prodotto.

Come magra consolazione possiamo contare sul fatto che in Italia esiste un organo di controllo chiamato Antitrust (o meglio AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), che su segnalazione dei consumatori o di associazioni di consumatori, effettua controlli e verifiche ed emette talvolta delle multe alle aziende quando riscontra situazioni di etichette ingannevoli e pubblicità fuorvianti. Di solito però le aziende sanzionate pagano le multe senza troppi problemi e poi continuano con la pubblicità ingannevole come prima e più di prima, in quanto i profitti ottenuti da un marketing audace e subdolo come quello da loro messo in essere, sono altissimi e ben superiori alle multe che ogni tanto può capitare di pagare. Detto in altri termini, le multe sono basse in confronto ai guadagni delle aziende alimentari.

L’Antitrust ha sanzionato solo poche settimane fa i supermercati Lidl per 1 milione di euro “per aver ingannato i consumatori sulle caratteristiche della pasta a marchio ‘Italiamo’ e ‘Combino’, inducendoli in errore sull’origine italiana della materia prima”.

“Il procedimento – scrive l’Antitrust – concerne i comportamenti posti in essere dal professionista, consistenti nella promozione e commercializzazione – nei punti vendita Lidl e mediante il sito internet www.lidl.it – delle proprie linee di pasta di semola di grano duro a marchio “Italiano” e “Combino”, mediante confezioni che rappresentano in maniera ingannevole le caratteristiche di tale pasta, enfatizzando sulla parte frontale l’italianità del prodotto, in assenza di adeguate e contestuali indicazioni sull’origine anche estera del grano duro impiegato nella produzione della pasta”.

I due prodotti Lidl sanzionati

1. La pasta “Combino” di Lidl propone un’immagine evocativa del paesaggio italiano, la dicitura “Specialità italiana” e una coccarda. Ma il grano proviene anche dall’estero.

2. la pasta Lidl a marchio Italiamo reca la scritta “Pasta di Gragnano IGP”, ma anche in questo caso il grano arriva in parte dall’estero.

Cibo Serio aveva denunciato la scorrettezza e inganno ai danni del consumatore riguardo la pasta di Gragnano di alcuni supermercati italiani, si veda questo nostro articolo per esempio.

Anche altri marchi sono coinvolti

L’Antitrust ha inoltre controllato l’etichettatura della pasta di altri supermercati e di alcune marche, come Auchan, De Cecco e Divella. Le confezioni di questi marchi presentano delle diciture ingannevoli, ma le aziende hanno preso subito impegni concreti – al contrario di Lidl che non ha voluto prendere alcun impegno – per modificare le confezioni e per questo tali marchi non sono stati multati immediatamente (ve ne parleremo nelle prossime settimane non appena le confezioni saranno in commercio con le nuove diciture). Delle confezioni di pasta De Cecco vi abbiamo parlato di recente nella nostra pagina Facebook e sul nostro Blog.

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