Cibi confezionati, sostituti dello zucchero, etichette, additivi alimentari: quanto ne sappiamo davvero? Nella slide qui allegata mostriamo uno dei contenuti presenti nel nostro Corso online “A LEZIONE DI ETICHETTA” https://ciboserio.it/corso-di-educazione-alimentare-e-spesa-consapevole-a-lezione-di-etichetta/ in cui si illustra la normativa europea sugli additivi alimentari (Regolamento CE numero 1333 del 2008). Il talco, polvere inorganica che se ingerita è nociva e tossica per l’organismo, viene ammesso come additivo alimentare nella preparazione di alcuni alimenti e di alcuni sostituti dello zucchero, come le “preparazioni essiccate in polvere di polioli” (vedi immagine in basso articolo che riporta l’estratto del Regolamento europeo con le parti evidenziate in giallo). I polioli oggi sono molto utilizzati come dolcificanti alternativi allo zucchero, e sono l’eritritolo, il sorbitolo, maltitolo, xylitolo ecc. Si aggiunge talco nei polioli perché esso è bianco quindi fa anche da colorante e sbiancante, ma soprattutto perché dà struttura al composto. Lo si aggiunge anche al riso bianco, quando viene brillato.

Eritritolo: non si ricava dalla frutta!

Inoltre è importante che il consumatore sappia che l’eritritolo NON si estrae dalla frutta – come viene fatto credere per avvalorare la sua presunta natura di sostanza naturale – ma si ricava dalla fermentazione del glucosio derivato da mais OGM, oppure dalla fermentazione della paglia sempre ad opera di alcuni batteri particolari.

Nel corso “A LEZIONE DI ETICHETTA” offriamo un approfondimento e una spiegazione tecnica del perché il talco viene utilizzato nella produzione di polioli, chewing-gum, riso bianco, coloranti, insaccati e dolci di cake design. Se vuoi iscriverti al corso e approfondire tutta la tematica delle etichette alimentari, degli additivi, delle filiere produttive, leggi maggiori informazioni qui: ? https://ciboserio.it/corso-di-formazione-online-a-lezione-di-etichetta/

NOTA BENE: il talco è tossico anche se presente a contatto con i genitali, come avviene con l’uso dei famosi prodotti per l’igiene intima dei bambini, per cui una nota azienda produttrice americana sta pagando da alcuni anni dei risarcimenti miliardari in tutto il mondo a persone che hanno sviluppato forme di tumore alle ovaie.