I canali ufficiali dell’Unione Europea, ma anche le grandi aziende di trasformazione del grano, come i pastifici e le multinazionali italiane della pasta, sempre pronti a difendere i processi industriali e i loro profitti enormi derivanti dall’acquisto di grano estero a basso costo, vogliono far credere che mangiare grano italiano o grano estero sia esattamente la stessa cosa dal punto di vista della salute e della sicurezza alimentare, ma non è vero.

Infatti la trasmissione TV Petrolio, su RAI1, nel servizio “Pasta che scotta” ha documentato come il grano estero sia più contaminato dalle micotossine rispetto a quello italiano e ciò rappresenta un rischio per la salute. La presenza di micotossine negli alimenti e nei mangimi può produrre effetti nocivi sulla salute umana e animale che vanno dai semplici disturbi gastrointestinali sino a problemi renali, immunodeficienza e cancro. Dunque si tratta di un pericolo concreto per la salute, sopratutto considerando che gli italiani sono grandi consumatori di pasta e la assumono in modalità quotidiana sin dall’infanzia e per tutta la vita. 

Vedi qui il breve estratto video del servizio di Petrolio “Pasta che scotta”

Perchè il grano italiano è più “pulito” e sicuro?

Per via del clima particolare in cui le nostre coltivazioni si inseriscono, soprattutto il grano del Sud Italia si è visto che presenta livelli bassissimi di micotossine, quasi inesistenti, e necessita anche di meno trattamenti chimici nei campi, rispetto alle coltivazioni del Nord Italia in primis e soprattutto rispetto alle coltivazioni di grano di altri Paesi

Ma quanti di noi mangiano solo pasta di grano duro italiano e possibilmente del Sud Italia? Sappiamo individuare i prodotti sul mercato che vengono preparati solo con il grano del sud Italia? E quando anche la pasta risultasse – da analisi di laboratorio – avere valori sotto al limite di legge stabilito dalla normativa europea, per i valori di micotossine,  possiamo stare tranquilli e fare affidamento sui valori soglia che l’Unione Europea stabilisce per la sicurezza alimentare? Forse non è proprio il caso di fidarsi troppo…dal momento che tali soglie vengono stabilite sempre per avvantaggiare il commercio e il traffico continuo delle merci, quindi le produzioni delle grandi aziende industriali, non la tutela della salute del consumatore! Questo è del tutto dimostrabile se si studiano i regolamenti europei sugli alimenti, ed è esattamente ciò che Cibo Serio fa nell’interesse di una divulgazione corretta nei confronti dei consumatori e di una sensibilizzazione all’acquisto del cibo sano, aldilà di qualsiasi interesse economico. Lo stesso non si può dire dei decisori delle politiche agricole che operano in Europa o al ministero delle politiche agricole italiano, sempre connessi purtroppo a interessi economici di grandi lobby industriali e per questo pronti a fare dei regolamenti ampiamente permissivi nei confronti dell’industria per ciò che concerne l’uso di sostanze tossiche (alluminio, pesticidi, ecc.) e di additivi di ogni sorta nel cibo.

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