Avete sentito anche voi il mantra di chi considera il latte un veleno per l’uomo, secondo il quale: “l’uomo è l’unico animale che in natura beve latte anche da adulto”? Ebbene, una colossale sciocchezza ovviamente, ma per smentirlo basterebbe anche il solo aneddoto delle cinciarelle inglesi degli anni 30 del secolo scorso. Vediamolo insieme perchè è davvero significativo!

Nel 1921 gli abitanti di Swaythling, in Inghilterra, si ritrovarono al centro di un fitto mistero: le bottiglie di latte che ogni mattina i Milkmen lasciavano sull’uscio delle case, erano inspiegabilmente aperte. Non dev’essere stato un bel periodo per gli omini del latte, ingiustamente accusati finché, dopo parecchi mesi, vennero scoperti i colpevoli: le Cinciarelle (Cyanistes caeruleus)

I piccoli uccelli insettivori avevano capito che bucando e sollevando la sottile lamina metallica che faceva da tappo, potevano gustarsi la nutriente crema che si formava sulla parte alta della bottiglia, dato che all’epoca il latte non era omogeneizzato. Il fenomeno si espanse rapidamente e da Swaythling prese piede in tutta l’Inghilterra e infine in tutta Europa. Passaparola? Imitazione? Una incredibile coincidenza?

Come riuscirono le cinciarelle (e poi anche altri uccelli) ad assumere l’abitudine collettiva di nutrirsi dalle bottiglie di latte? La risposta in realtà è semplice, ma meno intuitiva del previsto. Istintivamente è naturale pensare all’imitazione, una forma di apprendimento che noi riteniamo molto primitiva ma che in realtà, per animali che non siano umani o primati, non è affatto scontata.

Quindi una forma di apprendimento per “osservazione” e per comportamento di gruppo, in cui la visione di cinciarelle che si nutrono di latte stimola le altre a provarci, focalizzando la loro attenzione sul tappo della bottiglia. Il movimento che le cince facevano per aprire il tappo non era qualcosa di totalmente nuovo. Era molto simile al movimento che fanno per sollevare gli strati di corteccia quando cacciano insetti in natura.

Le cinciarelle di Swaythling non avevano dunque bisogno di imparare qualcosa di nuovo, ma più semplicemente dovevano solo applicare a un altro contesto quello che già sapevano fare. Questo spiegherebbe la velocità di diffusione di un comportamento così inconsueto, ma che negli anni ’30 aveva già colonizzato tutta l’Inghilterra.

Ancora oggi ci sono uccelli che tendono “agguati” all’omino del latte, ma ormai il latte è quasi sempre omogeneizzato e non c’è più crema per cince.

FONTE: 

  1. https://rivistanatura.com/le-cinciarelle-sono-appassionate-di-latte/
  2. “Il genio degli uccelli” – Jennifer Ackerman https://www.amazon.it/dp/B07D4GT517/

————————-

Scopri quali sono i latticini di qualità in commercio da usare e come utilizzarli, con la nostra Guida alla scelta dei latticini: https://ciboserio.it/latticini-impara-a-sceglierli-giusti-e-cambierai-la-tua-salute/