“Batteri buoni” è un termine che spunta fuori spesso ultimamente. Si tratta di un tipo di batteri presenti nell’intestino che sono vitali per la nostra salute. Lavorano per distruggere i batteri “cattivi” e mantenere il nostro sistema immunitario in ordine, la digestione sempre efficiente e  salute e vitalità in buone condizioni. Recenti studi hanno suggerito che uno stile di vita e una dieta di tipo occidentale, ricca di alimenti trasformati e industriali, zucchero e grassi malsani (i grassi malsani sono essenzialmente quelli cotti e quelli idrogenati), sta distruggendo i batteri buoni dell’intestino, il che spiega perché i problemi digestivi associati a patologie come come la Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) sono dilaganti.

Quindi cosa dovremmo mangiare per potenziare questi batteri buoni? Alimenti fermentati come il kimchi (piatto tradizionale coreano fatto con verdure fermentate e spezie), i crauti e il tè kombucha sono stati tutti reclamizzati come i prossimi grandi supercibi perché contengono probiotici (un’altra parola per indicare i batteri buoni). Ma un alimento che sembra essere stato dimenticato in questa lista è il kefir. O meglio, dimenticato per lungo tempo ma oggi per fortuna riscoperto! Il kefir è un latte fermentato in uso da oltre 2 mila anni in molte popolazioni del Caucaso e dei Paesi arabi, ma anche da popoli come i Masai in Africa. Ed è appunto un prezioso alleato della salute, lo suggerisce il termine stesso dato che la parola kefir significa “benessere”. Il suo sapore è acidulo e un pò frizzante, è una bevanda ottenuta facendo fermentare latte vaccino (ma anche latte di capra o di pecora talvolta) con granuli formati da colonie di miliardi di batteri e lieviti che apportano benefici alla flora batterica intestinale.

Non è yogurt: è diverso (in meglio)!

Sebbene anche lo yogurt sia un alimento probiotico di grande utilità per la nostra salute intestinale, il kefir ha maggiori benefici per l’intestino. La differenza fra yogurt e kefir sta nel numero e nella specie di batteri “buoni”, che contrastano i microrganismi patogeni nell’intestino. Lo yogurt contiene soltanto due tipi: Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus. Nei granuli del kefir, invece, ci sono circa trenta tipi di lattobacilli diversi che sono ancora più resistenti alla acidità della barriera gastrica dello stomaco, e arrivano perciò ancora vivi fin dentro l’intestino. Anche i fermenti lattici dello yogurt arrivano attivi all’intestino tuttavia, molti studi scientifici lo dimostrano e ne parleremo in un articolo apposito sullo yogurt, a breve. In più nel kefir vi sono dei lieviti buoni (a cui è dovuto il sapore un pò frizzantino), utili per eliminare quelli “cattivi” come la candida.

Perchè berlo tutti i giorni

In pratica ciò che cerchiamo in un farmaco si trova già nel kefir. Oltre ai fermenti, che tutti gli studi mostrano essere in grado di guarire la mucosa intestinale e ripristinare la funzionalità corretta del sistema immunitario, il kefir contiene anche numerosi minerali e aminoacidi essenziali (tra cui il triptofano, che ha un effetto benefico sul sistema nervoso). Un etto di kefir apporta 65 calorie. I sali minerali principali sono potassio, calcio, fosforo, sodio. Poi vitamine del gruppo B (acido folico, B12, B6, B5) oltre alla vitamina K e alla vitamina A. Il kefir è generalmente digeribile anche per chi è intollerante al lattosio, il principale zucchero presente nel latte, il cui contenuto nel kefir è pressochè nullo in quanto è stato ridotto dalla fermentazione ad opera dei batteri (in pratica sono loro che mangiano il lattosio e che proliferano grazie a questo!).

Può abbassare il colesterolo nel sangue

Se utilizzato regolarmente (e al netto ovviamente di pratiche alimentari che fanno alzare il colesterolo), il kefir può abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Da alcuni studi sullo stato di salute delle popolazioni Masai, in Africa, si è dedotto che il kefir ha un ruolo importante nell’abbassare il colesterolo. In effetti, in queste tribù, che comunque  seguono una alimentazione ricca di proteine animali come carne e latte, i tassi ematici di colesterolo sono molto bassi. Tutto il latte che consumano i Masai è però fermentato, e gli studi di laboratorio hanno appurato che la fermentazione del latte dà origine a un metabolita che ha una azione ipocolesterolemica.

Guida all’acquisto: occhio a quello falso!

Il kefir si trova già pronto al supermercato. Al momento dell’acquisto occorre fare attenzione a scegliere il prodotto giusto perchè in Italia manca ancora una legislazione specifica su questo alimento – al contrario dello yogurt, che in parte viene regolato per legge – e quindi in commercio ci sono prodotti denominati kefir anche se non lo sono perchè con un contenuto di fermenti molto povero. Un buon kefir deve essere naturale e senza additivi, possibilmente di origine biologica e solo con latte e fermenti specificati col loro nome. Da evitare, invece, i kefir che contengono ingredienti artificiali come zucchero liquido, destrosio, stabilizzanti, aromi e correttori di acidità.

Per un approfondimento completo sull’acquisto del kefir e dei latticini si veda la nostra “Guida alla scelta dei latticini”

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