Pinoli si o pinoli no? Quando li acquistate controllate sempre la provenienza di questo preziosissimo frutto? Eh si, perchè mangiare sano è importante ma senza sapere da dove arriva il cibo che compriamo ogni giorno e senza conoscere i metodi di coltivazione e i trattamenti che possono essere fatti sopra una determinata piantagione, tutto il cibo sembra uguale e buono (sano) allo stesso modo.

Pinoli dal mondo: Cina, Pakistan, Spagna

 

Ma prendiamo oggi in esame i pinoli: avete notato come al supermercato vi siano pinoli di diversi prezzi? Come mai alcune confezioni costano intorno alle 48 euro al chilo (quelli in foto qui di copertina) e altri costano da 70 a 100 euro al chilo?

Beh, la risposta sta qui: la qualità del prodotto e l’origine!

Quelli a basso costo, vengono dalla Cina, dal Pakistan o dalla Spagna. Sono i Paesi che oggi hanno coltivazioni molto intensive e che puntano alla quantità più che alla qualità. E che significa? Vuol dire che utilizzano molta più chimica sul terreno per far aumentare le rese delle piante. Chiedetevi infatti come mai nonostante arrivino dalla Cina, ossia dall’altra parte del pianeta, questi pinoli costano la metà di quelli italiani! La risposta è piuttosto evidente: produrli in Cina non costa praticamente niente, perchè basta forzare la produzione con metodi intensivi e con la chimica e si ha tanto prodotto in brevissimo tempo. No buono! Il pinolo italiano invece da sempre si basa su coltivazioni non intensive e su un prodotto di alta qualità.

I pinoli italiani

In Italia la produzione di pinoli è maggiormente concentrata nel Lazio ed in Toscana. In queste regioni vengono prodotti i pinoli più famosi che sono senza dubbio quelli di Pisa. La maggior parte di quelli presenti sul mercato tuttavia provengono dalla Cina la cui qualità è nettamente inferiore a quella italiana. Se pensiamo che le coltivazioni cinesi vanno poi esportate in tutto il Mondo, si può capire quanto la qualità della coltivazione, dei trattamenti sul terreno, possa essere elevata. Si tratta di una coltivazione industriale per eccellenza, che deve fare grandi numeri da esportare in tutto il pianeta…e perciò anche il prezzo al chilo scende (nel prodotto qui in foto è di 66 euro al chilo, mentre i pinoli italiani vanno dalle 75 alle 110 euro al chilo, a seconda che sia una coltivazione standard oppure biologica)

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Approfondimento sui pinoli

A tutt’oggi i pinoli sono poco utilizzati ma in realtà rappresentano un vero e proprio integratore alimentare. Si possono assumere soprattutto quando il livello di energia del nostro organismo scende.

COMPOSIZIONE CHIMICA

Sono composti per il 2,6 % da acqua, 66% da grassi, 3,6% da zuccheri, 14% da proteine, 1,6 % da amido, 2,6 % da minerali e 3,8 % da fibre alimentari.

I minerali: ferro, magnesio, potassio, fosforo, calcio, rame, manganese, selenio, zinco e sodio.

Le vitamine: pro-vitamina A (beta-carotene), vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, vitamina E, J e K.
Contengono beta-carotene, luteina e zeaxantina.

Aminoacidi: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, lisina, valina, triptofano, tirosina, serina, prolina, leucina, glicina, fenilalanina e cistina.

BENEFICI AGLI OCCHI

Contengono luteina, un composto antiossidante in grado di filtrare i raggi UVA, di proteggere la retina e di prevenire la degenerazione maculare, la malattia tipica dell’età avanzata che colpisce gli occhi. Anche beta-carotene e vitamina A hanno proprietà protettive nei confronti di occhi e vista.

FERTILITA’

Da sempre sono considerati un alimento altamente afrodisiaco ed allo stesso tempo in grado di aumentare la fertilità. Pare che consumati insieme all’uva secca i pinoli aumentino le loro proprietà afrodisiache.

RADICALI LIBERI

Il buon contenuto di vitamina E, beta-carotene, luteina e zeaxantina dona a questi semi proprietà antiossidanti con conseguenti effetti benefici sulla salute. Questi composti funzionano come spazzini nei confronti dei radicali liberi svolgendo quindi una funzione di prevenzione per alcuni tipi di tumore e di malattie degenerative.

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