La dicitura “uova fresche” nei cibi confezionati è un inganno!

In Italia si producono attualmente 13 miliardi di uova all’anno. Sembrano tutte uguali finchè le compriamo fresche, ma esattamente la metà di queste uova viene processata dall’industria, sgusciata, miscelata, pastorizzata e additivata con varie sostanze conservanti che non è obbligatorio elencare in etichetta tra gli ingredienti, prima di finire all’interno di dolci, paste ripiene come i tortellini o pasta all’uovo come le tagliatelle, merendine, biscotti, salse, panettoni, torte, snack. E secondo la legge sono sempre uova fresche! Si tratta di un preparato industriale chiamato ovoprodotto. , in pratica un lavorato industriale che si conserva per mesi, che fa risparmiare all’industria tempo e soldi sull’acquisto e la sgusciatura delle uova fresche e che può essere indicato in etichetta con la dicitura di “uova fresche”, come se fossero quelle della nonna appena raccolte e sgusciate dentro la torta fatta in casa.

Alcuni dei molti prodotti in commercio con la dicitura “uova fresche”

In altre parole, quando compriamo le paste ripiene, gli snack, i biscotti, i gelati e le salse, non possiamo sapere molto delle uova che vengono utilizzate, e neppure se viene aggiunto qualcosa. Infatti, dall’etichetta di questi prodotti non possiamo sapere se a quella miscela di uovo sbattuto e poi pastorizzato, sono stati aggiunti gli additivi. Lo stesso si può dire per tutti gli alimenti a base di uova che vengono somministrati nei ristoranti, nelle mense aziendali o scolastiche, e negli ospedali. Non possiamo sapere che tipo di uova sono state utilizzate, da dove provengono e se sono stati aggiunti degli additivi. In tutti i casi in cui le uova utilizzate non siano quelle fresche che troviamo al supermercato e che acquistiamo nelle confezioni apposite, l’industria usa l’ovoprodotto. 

Guarda la puntata intera sull’ovoprodotto e le uova fresche (RAI3 – Indovina chi viene a cena)

E’ possibile vedere l’intera puntata al seguente link:

https://www.raiplay.it/raiplay/video/2017/04/Indovina-chi-viene-a-cena-574973d8-b5b9-446e-b8b8-c0efcb254962.html

Nessun obbligo in etichetta per l’ovoprodotto

Non c’è l’obbligo di indicare queste informazioni nell’etichetta. Ma come è possibile tutto ciò? Come mai è tutto legale e quali conservanti si aggiungono in questi prodotti?

Ebbene, è tutto merito di una normativa dell’Unione Europea, che favorisce l’industria e lascia all’oscuro il consumatore e il suo diritto di conoscere l’origine delle materie prime nel cibo.

La normativa UE di riferimento, secondo la quale negli ovoprodotti è consentito aggiungere una serie di additivi, è la seguente:

Tra i vari additivi nell’ovoprodotto ci sono i seguenti

  • E 202 sorbato di potassio, conservante

  • E 471 mono e digliceridi degli acidi grassi, emulsionanti

  • E 339 acido citrico, regolatore di acidità

  • E 415 gomma di Xanthan, stabilizza la montatura

  • E 1505 citrato di trietile, aumenta il volume

La legge considera queste sostanze dei “coadiuvanti tecnologici”, ovvero sostanze che aiutano nel processo di produzione e lavorazione di un prodotto ma che non ne caratterizzano la sua funzione nutrizionale. Insomma, basta non chiamare gli additivi con il loro nome e…voilà: ecco la magia dei nostri rappresentanti che siedono a Bruxelles, una normativa che favorisce l’industria consentendole l’uso di un lavorato industriale che si conserva per mesi, che fa risparmiare tempo e costi sull’acquisto e la sgusciatura delle uova fresche e che può essere chiamato in etichetta con la dicitura di “uova fresche”, come se fossero quelle della nonna appena raccolte e sgusciate dentro la torta fatta in casa.

Quando compriamo prodotti confezionati non sappiamo molto delle #uova utilizzate né se vengono aggiunti additivi. #indovinachivieneacena

Geplaatst door Indovina Chi Viene A Cena op Maandag 17 april 2017