Orate e trote di allevamento: meglio stare alla larga!

Abbiamo già parlato del salmone di allevamento, in un altra nostra analisi che trovate all’interno dell’area Food Shop Assistant (qui il link per leggere l’analisi sul salmone). Oggi mostriamo invece la filiera di produzione di trote e orate di allevamento, che avviene sia in Italia che in altri Stati del Mediterraneo come Grecia e Spagna, e che sono pesci che Cibo Serio sconsiglia vivamente per chi vuole seguire un’alimentazione sana.

Trote di allevamento

Gli allevamenti italiani di trote prevedono piccole vasche contenenti 20.000 trote in ogni vasca. La promiscuità dovuta a così tanti esemplari che vivono attaccati l’uno all’altro fa proliferare infezioni e malattie nei pesci. Per ovviare a ciò ed evitare di buttare via tutti i pesci che si ammalano, quindi per evitare perdite di fatturato, gli allevatori di pesce somministrano ai pesci il mangime medicato, che contiene antibiotici (Sulfadiazina, della famiglia dei sulfamidici).

Nell’uomo questi antibiotici vengono usati per curare infezioni come la meningite, la febbre reumatica e la toxoplasmosi. Un altro antibiotico inserito di frequente nei mangimi medicati è il Trimetoprim, usato nell’uomo per curare infezioni delle vie urinarie, otite, infezioni delle vie respiratorie e gonorrea. L’uso di antibiotici è sistematico negli allevamenti di esce, e questo contribuisce allo sviluppo del problema dell’antibiotico-resistenza, che oggi è considerato dall’OMS una emergenza sanitaria su scala globale, cioè su tutto il pianeta, e tra i maggiori responsabili di questo problema ci sono gli allevamenti a terra e in mare, che fanno largo utilizzo di antibiotici.

Le orate allevate

Nel golfo di Follonica e nell’area marina tra Piombino e l’isola d’Elba ci sono i più grandi allevamenti di trote e spigole in Italia. Nella stessa vasca possono stare in questo caso fino a 220.000 pesci. Il rischio di infezioni e malattie è sistematico e superiore a quello delle trote.

Guarda il VIDEO dell’inchiesta di Report RAI3 sull’allevamento delle orate

https://www.facebook.com/361431614230239/videos/599504217527709/

Ma il grosso delle orate presenti nei nostri supermercati arriva dalla Grecia. Anche in Grecia tutti gli allevamenti, per non rimetterci, usano antibiotici e mangime medicato. La Grecia è in effetti addirittura il primo produttore al mondo di orate e spigole di allevamento. La caratteristica principale degli allevamenti di orate, sia in Italia che in Grecia, è quella di fare un accrescimento rapido attraverso mangimi molto ricchi di grassi e di additivi chimici chiamati FCA (Functional Compounds Additives), cioè un insieme di additivi chimici e nutrizionali aggiunti al mangime per far crescere rapidamente di taglia i pesci. In natura (cioè libera in mare) un’orata per raggiungere la taglia di 400 grammi a cui di solito si punta negli allevamenti, impiega 2 anni e mezzo. Negli allevamenti intensivi italiani e greci invece raggiunge questa taglia in appena 14 mesi, metà del tempo in pratica. Il risultato finale è un pesce meno costoso per il consumatore ma con un quantitativo di grasso molto elevato, e con residui di pesticidi e FCA che dal mangime trasmigra nella carne del pesce (vedi il servizio video postato qui sopra). Nei mangimi somministrati alle orate e trote di allevamento la quantità di grassi è pari al 16% in media e alcuni mangimi arrivano al 30%.

L’allevamento dei pesci (acquacoltura) è una pratica non sostenibile per l’Ambiente

I pesci di allevamento come trote, orate e salmoni sono carnivori quindi significa che hanno bisogno di mangiare altri pesci ( è quello che fanno quando vivono in mare, in natura). Il mangime negli allevamenti di trote e orate è quindi a base di farine di pesce, derivate dal pesce pescato in mare. Per produrre 1 Kg di pesce allevato servono 2,6 chili di pesce pescato, pertanto dopo qualche anno con questo sistema l’industria del pesce allevato diventa insostenibile da un punto di vista ambientale, perchè comporterebbe l’esaurimento delle riserve di pesce nel mare, e di conseguenza salterebbe poi anche l’allevamento di pesce a causa delle mancanza di farine di pesce. Questo sistema è talmente insostenibile che già adesso la farina di pesce è sostituita in gran parte da ingredienti più economici: farina di soia e mais, farina di semi di girasole, di frumento, e scarti di macellazione degli allevamenti di polli e maiali come il sangue di maiale e le piume di pollo tritate.

Conservanti nel mangime dei pesci 

Per conservare gli ingredienti dei mangimi che abbiamo appena elencato vengono aggiunti dei conservanti sintetici particolari, chiamati BHA e BHT, che fino a qualche anno fa si usavano anche per conservare cibi destinati all’uomo e in particolare ai bambini, come patatine merendine, biscotti, cioè in tutti quei cibi molto grassi e a cui bisogna garantire una lunga conservazione. Tali conservanti sono stati poi vietati in questi alimenti in quanto si è scoperto che possono creare problemi e danni al DNA e sono quindi genotossici. Il paradosso di tutto ciò è però che oggi i bambini non assumono questi conservanti tossici dalle merendine e li assumono dal pesce, anche dagli omogeneizzati di pesce dal momento che sono fatti con orate, salmoni e trote di allevamento. E si fa tutto questo per far crescere più rapidamente il pesce di allevamento, quindi per garantire un profitto più elevato dell’industria. Ripetiamolo in chiusura: il mangime di questi pesci contiene grassi fino al 30% del totale e contiene conservanti tossici come il BHT e il BHA (vedi servizio nel video qui sopra).

Come possiamo evitare questi pesci?

Il consiglio che diamo per rimediare a questi pesci non di certo salutari è quello di acquistare le orate pescate, che si possono trovare in pescheria e nei banchi pescheria dei supermercati, anche se ovviamente a costi piuttosto superiori di quelli dell’orata allevata. Lo stesso consiglio vale per il salmone di allevamento. E inoltre possiamo sempre acquistare un sacco di altri pesci pescati e a basso costo, come quelli che troverete nella categoria PESCE del nostro Food Shop Assistant, ad esempio lo sgombro, i moli, le sardine o il polpo.