Yogurt bianco biologico Alce Nero

In vendita presso i supermercati NATURASI’

Questo prodotto non è acquistabile online, trattandosi di alimento fresco e soggetto a refrigerazione obbligatoria per legge. E’ comunque uno yogurt eccellente, di grandissimo prestigio e qualità. Il latte di questo yogurt proviene esclusivamente da un gruppo di aziende agricole biologiche, chiamate localmente masi, situate nell’area alpina dell’Alto Adige a circa 1200 metri di altitudine, in un territorio ricco di sorgenti e di prati rigogliosi. Negli allevamenti da cui proviene il latte vivono circa 14 vacche per stalla, alle quali è sempre garantito libero accesso al pascolo. La loro dieta è costituita per l’85% circa da foraggio fresco e fieno, alimentazione che trasferisce nel latte il profumo della flora dei prati, caratterizzandone il gusto. Tale modalità di allevamento permette di ottenere tra i 18 e i 20 litri di latte al giorno per vacca, contro i circa 40 litri prodotti negli allevamenti intensivi più industriali e convenzionali.

Questo prodotto è disponibile in due formati: in confezione da 2 vasetti da 125 grammi e in confezione grande da 400 grammi

APPROFONDIMENTO:

lo yogurt biologico bianco intero Alce Nero è preparato utilizzando solo latte fieno biologico italiano proveniente da piccoli allevamenti delle Alpi dell’Alto Adige

Il latte fieno e il modello tradizionale di allevamento

La produzione del latte fieno nasce dalla volontà di recuperare il più possibile il modello tradizionale di allevamento delle vacche. Tale modalità di allevamento prevede che l’alimentazione degli animali sia costituita principalmente da erba fresca o essiccata a seconda delle stagioni: in primavera ed in estate, infatti, le vacche sono libere di pascolare e mangiano l’erba fresca dei prati di montagna; nel periodo invernale, quando le temperature si irrigidiscono e le vacche restano per lunghi periodi in stalla, sono alimentate prevalentemente con erba secca (fieno). Nel rispetto del disciplinare di produzione del “latte fieno”, si riduce la quantità di mangimi a favore del fieno; sono vietati l’uso di OGM e di alimenti fermentati (detti insilati). Tutto questo, unito a buona acqua di sorgente sempre a disposizione delle vacche ed ad ampi spazi esterni per il pascolamento, garantiscono agli animali uno stato di maggior benessere rispetto agli allevamenti intensivi.

Insilato o fieno: cosa cambia nel latte?

Per poter garantire alle vacche di nutrirsi con il foraggio durante tutto l’anno, gli allevatori possono ricorrere a due modalità di conservazione dell’erba: essiccandola al sole e nei fienili o in rotoballe sigillate ermeticamente da un telo di nylon (tecnica dell’insilamento, da cui il termine insilato). Tra il fieno e l’insilato esiste quindi una profonda differenza: il fieno preserva quasi completamente le essenze erbacee dei prati; l’insilato, a causa di un processo di fermentazione modifica profondamente l’ampiezza delle fragranze tipiche dei pascoli di montagna. Poiché le caratteristiche organolettiche del latte e la sua composizione riflettono l’alimentazione delle vacche, l’aroma del “latte fieno” varierà in base alla diversità di essenze foraggere che le vacche trasformano, attraverso la digestione, in preziosi nutrienti del latte