In realtà la dicitura presente sulle bottiglie di acqua è “da consumarsi preferibilmente entro il…” e non quella di una vera e propria scadenza del tipo “scade il…”

Alcuni consumatori, i più smaliziati e diffidenti, sono arrivati alla conclusione che la data di scadenza sulle bottiglie non sia altro che uno stratagemma delle aziende produttrici per spingere i consumatori all’acquisto ricorrente delle confezioni, inducendo il consumatore a pensare che il contenitore in plastica non possa essere riutilizzato (per esempio se si hanno in casa impianti di gassificazione dell’acqua o strumenti simili).

Tuttavia la scadenza è messa esclusivamente per una questione di sicurezza alimentare e la motivazione degli esperti è che si sconsiglia di conservare l’acqua oltre la data indicata perchè il contenitore potrebbe essere stato esposto al sole o al calore e potrebbe aver trasmesso un sapore sgradevole all’acqua (dovuto al rilascio di sostanze estranee contenute nella plastica della bottiglia). Oppure nel caso di acqua gassata, quest’ultima potrebbe aver perso parte del gas (anidride carbonica) in essa contenuto.

Le ricerche scientifiche sul rilascio di sostanze tossiche contenute nella plastica all’interno dell’acqua sono contradditorie e i loro risultati sono ancora molto dibattuti. Ad esempio alcuni come il Prof. William Shotyk dell’università tedesca di Heidelberg ritengono che i contenitori in plastica rilascino nell’acqua sostanze tossiche come l’antimonio e che la contaminazione sia reale con danni sulla salute a lungo termine (per approfondire l’argomento clicca qui).

Altri invece, come gli esperti della Food & Drug Administration statunitense (ente preposto al controllo della sicurezza alimentare e dei farmaci negli USA), ritengono che l’acqua in bottiglia si possa bere tranquillamente in quanto la contaminazione sarebbe impercettibile e al di sotto dei limiti di sicurezza stabiliti per legge.

Il consiglio delle associazioni di consumatori comunque è quello di non fare scorte e di acquistare e consumare il prima possibile il prodotto.

Le bottiglie di plastica tradizionali sono generalmente costituite da PET (polietilene tereftalato) che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non contiene ftalati, sostanze molto tossiche per la nostra salute che sono presenti in vari tipi di contenitori di plastica.

Il PET è largamente utilizzato in ambito alimentare ma ciò non significa che sia un composto chimico innocuo per la salute e numerose sono le ricerche, come già detto, mirate a evidenziare eventuali problemi di contaminazione che possono esserci nei confronti dell’alimento contenuto.

Quindi le bottiglie in PET non presentano di per sé una data di scadenza vera e propria, ma riportano soltanto un consiglio precauzionale. Come è ovvio (ma questo è valido per ogni altro tipo di imballaggio) le bottiglie di acqua minerale sono contenitori monouso e non dovrebbero essere riutilizzate. Questa precauzione dovrebbe essere adottata ancor più quando la bottiglia (o l’imballaggio ma anche un qualsiasi articolo da cucina) presenta segni di usura (tagli, rotture, alterazioni) perché questi punti potrebbero rappresentare zone privilegiate per la migrazione di sostanze più o meno pericolose contenute nella plastica.

Con il tempo la bottiglia si usura e la plastica diventa più fragile e soggetta a migrazione verso il contenuto

Da ultimo è bene non utilizzare le bottiglie in modo improprio rispetto a quello per cui sono destinate, ovvero: per scaldare liquidi o per conservare alimenti acidi a forte potere estraente come il succo di pomodoro, di arancia e di limone ecc.