Abbiamo parlato di questa straordinario latticino in un primo articolo di qualche giorno fa, tracciando quelli che sono i tanti benefici nutrizionali di un consumo frequente di kefir. Riassumendo questi aspetti possiamo dire che il kefir è un latte fermentato che contiene una combinazione di numerosi microrganismi probiotici vivi e benefici, unica nel suo genere. Inoltre, contiene tanti elementi nutritivi fondamentali per lo sviluppo del nostro organismo, come proteine, minerali e vitamine.

Il consumo quotidiano di kefir può aiutare a:

  • Regolarizzare le funzioni intestinali, poiché il kefir stimola le proteine digestive, l’appetito e la peristalsi, promuove la salivazione e la secrezione degli enzimi da parte di stomaco e pancreas stimolando la digestione degli altri cibi. Studi scientifici suggeriscono che possa aiutare a diminuire la quantità di colesterolo nel sangue;
  • Contrastare l’insediamento di germi pericolosi. Il kefir contiene una grande quantità di Lattobacilli che hanno un’azione inibitoria nei confronti dei batteri putrefattivi e patogeni;
  • Stimolare la produzione di anticorpi dell’intestino e migliorare le difese immunitarie.
Grazie all’azione dei microrganismi, il kefir è altamente digeribile ed è considerato il prodotto lattiero-caseario più adatto alle persone con problemi di intolleranza al lattosio, assieme allo yogurt e ad altri latticini che sono naturalmente privi di lattosio (–> Si veda una trattazione completa nel nostro eBook Guida alla scelta dei latticini)

Come farlo in casa

Il Kefir si presenta sotto forma di granuli, ovvero piccole palline biancastre e morbide che si agglomerano in colonie. Con il passare dei giorni e quindi delle fermentazioni, questi granuli si riproducono e aumentano di volume e di quantità. Quindi dopo un pò è necessario lasciare il quantitativo che ci necessita e il restante lo possiamo regalare, mangiare o gettare via.

In genere i granuli non si acquistano, ma sono regalati facilmente da un altro auto-produttore, crescono infatti di qualche grammo al giorno e si riproducono facilmente. Si possono comunque anche acquistare su Internet presso vari siti specializzati.

Nota bene: il Kefir si beve così come è, ma lo si può utilizzare in cucina anche per fare dolci, salse, dessert al cucchiaio e così via.

Per la preparazione del Kefir servono normalmente 24 ore di fermentazione, che deve avvenire fuori dal frigo, quindi una volta messi i granuli nel latte non vi resta che tappare il contenitore e lasciarlo su un ripiano della cucina a temperatura ambiente. La fermentazione può essere prolungata fino a 48 ore se vorrete un kefir più cremoso ma più ore lasciate a fermentare e più acidulo sarà anche il sapore. In questo regolatevi via in base ai vostri gusti, magari prima provate con le 24 ore poi prolungate e sentite come lo preferite. Una cosa importante è che il coperchio del contenitore non deve mai essere completamente chiuso, ma solo appoggiato sopra. Questo perchè all’interno avverrà una vera e propria fermentazione e quindi l’aria deve circolare. Una fermentazione inferiore alle 24 ore produce ugualmente una bevanda di kefir, ma il numero di fermenti che si trovano nella bevanda dopo 8 ore sarà inferiore a quelli che trovate dopo 24 ore, inoltre anche la digestione del lattosio da parte dei fermenti sarà ridotta e quindi nela vostra bevanda ci sarà più lattosio (sempre meno del lattosio che troviamo bevendo del latte puro, comunque).

Ingredienti e materiali:

  • 25 g di granuli di Kefir da latte
  • 500 ml di latte vaccino bio
  • barattolo di vetro grande con coperchio
  • colino a maglie fitte
  • barattolino di vetro

Preparazione:

Il rapporto giusto per una corretta fermentazione è di 1/20: cioè per 25 grammi di granuli di Kefir abbiamo bisogno di 500 ml di latte, per 50 g ne serve 1 litro

Per avere un’ottima bevanda ricca di fermenti vivi e probiotici basta inserire i granuli in un contenitore grande di vetro, aggiungere latte animale (di qualsiasi tipo) a temperatura di frigorifero o ambiente; chiudere non in modo ermetico per evitare che la pressione si innalzi eccessivamente; riporre il recipiente in un luogo buio e lontano da fonti di calore per 24/36 ore.

Volendo possiamo mescolare dopo alcune ore il composto per dare ancor più energia alla fermentazione. Trascorso il tempo, avremo ottenuto una sorta di gustoso yogurt ma più liquido e leggermente frizzantino. Dobbiamo filtrarlo per dividere i granuli dal latte fermentato.

Dopo aver sciacquato i granuli con latte fresco possiamo ricominciare da capo con il procedimento. Possiamo tenere in stand-by i nostri amici granuli per 2/3 giorni prima di ricominciare, mettendoli in frigo all’interno di un barattolo semichiuso (coperchio appoggiato sopra). Attenzione: non sciacquate i granuli con acqua di rubinetto e nemmeno con acqua minerale, potrebbero essere inattivati da germi o altre sostanze a loro non gradite come il cloro.

Quanto si risparmia autoproducendo il kefir o lo yogurt in casa? Secondo i calcoli di una vera esperta in materia di autoproduzione come Lucia Cuffaro, il risparmio è di circa 250 euro all’anno a persona

In un prossimo articolo parleremo anche del Kefir d’acqua (senza latte), che presenta anch’esso notevoli benefici per il microbiota intestinale, quindi rimanete sintonizzati su Cibo Serio!

Per un approfondimento completo sull’acquisto del kefir e dei latticini si veda la nostra “Guida alla scelta dei latticini”

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