Negli ultimi tempi il latte e i suoi derivati vengono presi sempre più di mira da varie correnti e filosofie alimentari, in primis dal Veganesimo, ma anche dai seguaci della Dieta Paleo, da chi segue la Dieta a Zona o la Dieta dei Gruppi Sanguigni, solo per citare alcune delle correnti più di successo in ambito nutrizionale.

Ne abbiamo parlato in dettaglio anche sul Blog degli amici di Alveare che dice si, in questo articolo di approfondimento

Tutti questi “schieramenti” alimentari sostengono che il latte sia un alimento che non serve a nulla per l’uomo dopo lo svezzamento, nell’età adulta, arrivando addirittura a dire che questo alimento sia nocivo! In particolare il latte vaccino è vittima dei peggiori anatemi e viene additato come la causa di tutti i mali odierni e di tutte la malattie, assieme a glutine, farina bianca e zucchero. Fa malissimo, dicono alcuni, spiana la strada a diversi tipi di tumori, dal tumore al seno a quello della prostata, è responsabile di molte allergie alimentari e toglie forza alle ossa, diminuendo la densità minerale dell’osso. D’altra parte ci sono anche coloro che lo difendono a spada tratta: fa bene, è un alimento completo e previene l’osteoporosi.

E quindi? Il latte si può bere oppure no?

In realtà, nessuno dei due schieramenti ha ragione. Il latte può far male, perchè dipende da quale latte si assume e da come lo si utilizza (la quantità che se ne assume). Tuttavia il latte non è un veleno come viene dipinto da alcuni, e anzi può recare enormi benefici di salute per tante categorie di persone. Come sempre accade in tema di cibo e nutrizione, ciò che fa veramente la differenza è la qualità dell’alimento e la frequenza di utilizzo (quantità). Un alimento può giovare se assunto in certe quantità, ma può danneggiare la salute se lo si assume in dosi eccessive. Il latte e i suoi derivati non sfuggono certo a questa regola.

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Biologico è meglio: ecco perchè

Latte e derivati che troviamo al supermercato possono essere di 2 categorie: biologici oppure da allevamenti convenzionali e intensivi (di latte non biologico).

Si tratta di alimenti abbastanza diversi, in quanto quelli convenzionali contengono anche sostanze indesiderate e nocive per la salute, che si trovano nel latte degli animali nutriti con mangime tradizionale e allevati in stalla al chiuso (allevamento intensivo). Nei latticini fatti col latte di questi animali ritroviamo, di fatto, anche i residui dei pesticidi usati per i mangimi, i residui di antibiotici somministrati agli animali per non ammalarsi durante il loro ciclo di vita molto forzato e innaturale, i residui degli ormoni e dei farmaci anabolizzanti vari somministrati agli animali per accelerare la crescita corporea e la produzione di latte. Tutti questi residui sono tossici per l’uomo e vengono assorbiti anche dal nostro organismo quando consumiamo carni o derivati animali di bestiame sottoposto a questi criteri di allevamento intensivo. Ripetuti studi scientifici hanno mostrato lo svilupparsi di danni molto seri per la nostra salute quando nel cibo vi sono residui di pesticidi o di ormoni, che scatenano patologie e disturbi di salute di ogni sorta come ad esempio maggiore incidenza di leucemie e tumori, infertilità, maggiore incidenza di aborti, alterazione del comportamento, riduzione delle capacità cognitive, maggiore incidenza di patologie degenerative come la SLA, Alzheimer, Parkinson e demenze, malattie della tiroide e degli organi sessuali e altro ancora – vedi l’ultimo Rapporto Greenpeace sui pesticidi 2015.

Chiaramente possiamo trovare in commercio anche latte e derivati non biologici ma di buona qualità. Questo è possibile quando gli allevamenti posti in essere non sono di tipo intensivo per esempio, come alcuni latticini provenienti dal Sud Tirolo o da altre aree italiane devolute a pascoli, dove gli animali vengono lasciati al pascolo libero nei prati e negli alpeggi per tutti i mesi estivi e in Inverno vengono nutriti principalmente con fieno dei loro stessi prati e con foraggio acquistato ma 100% senza OGM. Pertanto è buona regola di base preferire i latticini biologici, ma possiamo trovare comunque dei latticini di qualità essendo più accorti nelle nostre scelte di acquisto e favorendo l’acquisto da piccole aziende locali che non fanno parte del circuito della Grande Distribuzione Organizzata.

Il latte biologico non solo non contiene sostanze chimiche come i pesticidi o farmaci da zootecnia come antibiotici e ormoni, ma ha anche un migliore profilo nutrizionale in quanto è meno ricco di grassi saturi e contiene invece più grassi monoinsaturi e polinsaturi (omega-3), favorevoli alla nostra salute. Questo dipende dal fatto che il bestiame pascola nei campi e mangia foraggi e mangimi biologici. Se poi il bestiame è allevato completamente in alta montagna e senza mangimi, allora il profilo nutrizionale del latte e dei latticini è ancora superiore (non mancano in Italia i latticini che arrivano da allevamenti di alta montagna).

Differenti tipi di latte (fresco e UHT)

Il latte fresco – e ancor di più il latte crudo, acquistabile dai distributori automatici cittadini presenti ormai in quasi ogni città d’Italia – è ricco di sostanze nutraceutiche, che vengono invece ridotte drasticamente o del tutto durante i processi di pastorizzazione e sterilizzazione. Parliamo della lattoferrina, di batteri lattici (Lattobacilli e altri fermenti), di alcune vitamine come l’acido folico (vitamina B9), di acido linoleico coniugato (CLA) e del lisozima (un enzima).

La lattoferrina è un potente antiossidante, aiuta a prevenire i tumori e permette l’assorbimento del ferro, riuscendo così ad attivare funzioni antinfiammatorie, antivirali ed antimicrobiche. I batteri lattici aiutano il riequilibrio della flora batterica intestinale, prevengono le infiammazioni intestinali e più in generale rinforzano le difese immunitarie, sono infatti consigliati per l’alimentazione dei bambini. L’acido linoleico coniugato (CLA) secondo le più recenti ricerche scientifiche apporta benefici alle ossa, al sistema immunitario e cardiovascolare e al tasso glicemico. L’acido folico o vitamina B9 e l’enzima lisozima non subiscono processi di alterazione quando si tratta di latte fresco (pastorizzato a bassa temperatura), alterazione che invece avviene durante la pastorizzazione ad alta temperatura (UHT), e quindi contribuiscono ad accrescere il valore nutritivo del latte fresco.

Le 3 tipologie principali di latte presenti in Italia

1) il latte fresco ha una scadenza di 6 giorni. E’ pastorizzato a bassa temperatura e mantiene ancora gran parte dei suoi principi nutritivi. Deve essere tenuto sempre in frigorifero, anche prima che la confezione venga aperta, pena lo sviluppo di numerosi microrganismi patogeni

2) il latte microfiltrato è un latte fresco che ha subito un trattamento di pastorizzazione a bassa temperatura e uno di microfiltrazione con cui si eliminano le impurità. L’abbinamento di questi 2 processi permette di ottenere un prodotto più pulito con meno batteri e impurità, che dura di più (scadenza a 10-15 giorni). Conserva i requisiti previsti dalla legge per il latte fresco ma in etichetta non può comparire il termine “fresco”. Deve essere tenuto sempre in frigorifero, anche a confezione chiusa, pena lo sviluppo di microrganismi patogeni.

3) il latte UHT a lunga conservazione è sottoposto a trattamento termico ad alta temperatura che consente una conservazione più lunga ma riduce drasticamente il contenuto di vitamine ( B1,B2,acido folico). Gran parte del latte UHT venduto in Italia proviene dall’estero e da Aprile 2017 è obbligatorio per normativa europea indicare in etichetta la provenienza del latte, ma possiamo sapere solo genericamente se il latte proviene da allevamenti italiani, europei o non europei (vedi dicitura in etichetta foto del prodotto qui in basso). Non necessita di conservazione in frigo e dura 3 mesi. Non sviluppa microrganismi di alcun genere per almeno 3 mesi nemmeno fuori dal frigo (e questo non è affatto un aspetto positivo…come potete intuire!)

Per chi volesse approfondire maggiormente la tematica dei latticini, è possibile farlo con la nostra “Guida alla scelta dei latticini”: https://ciboserio.it/product/guida-alla-scelta-dei-latticini/