Il cotechino

Uno dei prodotti simbolo del consumismo alimentare sfrenato del periodo natalizio e di fine anno. Purtroppo racchiude in sè molteplici sostanze e ingredienti poco salutari, nonostante si fregi di essere un prodotto tipico di “antica specialità gastronomica italiana”

Si legge dal sito della azienda produttrice che “la certificazione IGP assicura che lo Zampone Modena e il Cotechino Modena siano proprio quelli nati dalla sapiente miscela di carni e aromi in uso fino dal lontano Rinascimento”.

Ma questo  non garantisce affatto che la carne sia di suini italiani e meno ancora che provenga da allevamenti salubri e con animali al pascolo brado. Tutt’altro, purtroppo. Si tratta di carni di suini da allevamenti intensivi e industriali, dove non vi è alcuna attenzione per il benessere animale e dove i contenuti nutrizionali delle carni sono i peggiori possibili.

Oltre le carni di discutibile qualità e valore nutrizionale, la lista degli ingredienti mostra come l’ingrediente principale sia il grasso del maiale, che sebbene di per sè non sia affatto un alimento da condannare e può avere un suo valore nutrizionale qualora provenga da allevamenti di suini al pascolo brado (cosa che tuttavia non riguarda questo prodotto nello specifico nè la maggior parte dei cotechini e zamponi confezionati presenti in commercio, come abbiamo detto), appare comunque di discutibile utilità preparare un secondo piatto solo a base di grasso e carne di maiale, aromi, sale, zucchero e conservanti (nitriti).

Il nitrito di sodio usato come conservante antibatterico è una sostanza che oggi sappiamo essere da limitare nella dieta, specie quando è presente come additivo. I nitriti sono già presenti negli alimenti, anche nella verdura che proviene da Agricoltura convenzionale non biologica, in quanto l’agricoltura impiega massicce dosi di fertilizzanti (concimi azotati) a base di nitriti e nitrati, quindi per fare un esempio negli spinaci vi sono già discreti quantitativi di nitrati all’interno della foglia, mentre nella coltivazione biologica non si ritrovano o ci sono in dosi molto inferiori. L’OMS nel 2015 ha stabilito in via definitiva che le carni conservate e lavorate sono da limitare o evitare fortemente proprio a causa dell’impiego eccessivo di conservanti come i nitriti e nitrati e dell’impiego eccessivo di sale.

Infatti i nitriti e nitrati, a seguito di particolari reazioni chimiche che avvengono nello stomaco, si trasformano molto facilmente in nitrosammine, sostanze ritenute altamente cancerogene dall’OMS per lo sviluppo dei tumori dello stomaco e dell’intestino (vedi il parere dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro sui nitriti e nitrati https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/additivi-conservanti-alimentari

Limitare quindi l’assunzione di alimenti contenenti NITRITI E NITRATI, questa la raccomandazione dell’OMS e di molte altre istituzioni a tutela della salute pubblica. facciamo notare che la dose giornaliera accettabile (DGA) in nitriti è facile da raggiungere: è sufficiente che un uomo di 70 Kg consumi 100g di prodotti di salumeria. Consideriamo anche che i nitriti e nitrati sono presenti nell’acqua minerale in bottiglia e in quella dell’acquedotto comunale, quindi tra salumi, verdure non bio e acqua ne assumiamo una certa dose ogni giorno inevitabilmente. I bambini sono molto più esposti degli adulti alla intossicazione da nitriti e nitrati, pertanto è consigliabile non dare loro mai salumi contenenti i nitriti (in commercio vi sono anche salumi senza nitriti e nitrati).

Perchè alcuni salumi si conservano anche senza nitriti?

Perchè è falso il fatto che per conservare un salume occorra usare i conservanti. Il mantenimento del colore rosa o rosso delle carni è il motivo principale della presenza di nitriti e nitrati negli alimenti, almeno dal punto di vista quantitativo. L’esaltazione cromatica, infatti, richiede una dose di questi conservanti circa tre volte superiore rispetto a quanto richiederebbe la sola conservazione. In assenza di questi additivi, le carni fresche iniziano a imbrunire già dopo pochi minuti, e il colore marroncino non è gradito al consumatore, che pensa erroneamente si tratti di un prodotto scadente o in procinto di avariarsi.

Un altro problema molto serio di salute conseguente all’ingestione in eccesso di questi conservanti è la metaemoglobinemia, di cui parleremo magari in un altro articolo nei prossimi giorni

Per approfondire l’argomento conservanti, salumi, etichette alimentari e conoscenze in materia di alimenti, si vedano i nostri testi INGANNO ALIMENTARE e CIBO SERIO https://ciboserio.it/ebook/

oppure il servizio di spesa consapevole FOOD SHOP ASSISTANT sul nostro sito web: https://ciboserio.it/food-shop-assistant/

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By | 2018-11-30T09:51:13+00:00 28 novembre|Articoli, Inganni alimentari|0 Commenti

About the Author:

Gianpaolo Usai
Gianpaolo Usai è Educatore Alimentare, ha conseguito il Diploma di Nutritional Cooking Consultant presso il College of Naturopathic Medicine di Padova, studia presso l’Accademia del Fitness Wellness Antiaging (AFFWA) del Dott. Massimo Spattini di Parma, dove ha già conseguito la certificazione di Antiaging Advisor e di Dieta COM® Advisor nel 2015. Si occupa dello sviluppo di progetti di educazione alimentare in tutta Italia ed è autore di testi di riferimento sulla spesa consapevole quali Inganno Alimentare (2015) e Cibo Serio (2016).

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