La produzione di miele in Italia ha subito nell’ultimo periodo un calo drammatico dovuto in primis a pesticidi e maltempo, che ha compromesso le fioriture, e ai cambiamenti climatici, che sono nocivi tanto per l’uomo che per le api e altri insetti impollinatori. Ne hanno risentito due produzioni determinanti, miele di acacia al nord e di agrumi al sud. Ma anche la produzione di millefiori è stata scarsa. 

Quasi la metà di tutto il miele estero in Italia arriva da due soli paesi: Ungheria con oltre 8 milioni e mezzo di chili e la Cina con quasi 3 milioni di chili ai vertici per l’insicurezza alimentare.

Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità – consiglia la Coldiretti – occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della UE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della UE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della UE”.

in foto un classico miele da supermercato con provenienza in gran parte dall’estero

Il miele italiano è più sano e controllato

“Non dobbiamo sottovalutare tutta la questione relativa ai contaminanti usati in agricoltura. Il nostro paese è tra i più rigorosi su questo aspetto e non consente l’uso di diversi farmaci in apicoltura, ad esempio gli antibiotici”., sostiene Roberto Colombo di Crea-Api, ente di riferimento italiano per la ricerca in apicoltura e bachicoltura. Non è così per tanti altri paesi dai quali l’Italia importa ingenti quantità di miele, ad esempio l’Argentina, gli Usa e il Canada. E i controlli alle frontiere non sono di certo una tutela sufficiente.

La Cina è diventato ormai il più grande Paese esportatore di miele nel Mondo e una delle truffe più comuni della Cina è quella di produrre il miele utilizzando zucchero liquido colorato e con aggiunta di aroma di miele.

La lavorazione industriale

Se pensiamo al miele, pensiamo ad un liquido denso ed omogeneo. Nella realtà il miele naturale tende a cristallizzare nel giro di qualche giorno od alcuni mesi. Ma per andare incontro alle aspettative dei consumatori la grande industria ha adottato metodi atti a mantenere il prodotto liquido a lungo, come ad esempio la pastorizzazione.
La pastorizzazione prevede il riscaldamento del prodotto a temperature elevate (75°C circa). Questa operazione, volta solamente a migliorare il prodotto da un punto di vista estetico, ha per controindicazione una sostanziale e quasi totale perdita di enzimi, vitamine e sostanze antibatteriche, antiossidanti e antinfiammatorie. In pratica, alla fine si rimane con un dolcificante che contiene solo zuccheri (fruttosio e glucosio).

Quale miele è meglio scegliere?

Un prodotto sostenibile e sano è quello di produzione artigianale, di origine italiana, biologico, proveniente da piccoli produttori locali, confezionato in vasi di vetro. Nel caso in cui scegliessimo di acquistare miele dall’estero, assicuriamoci che non provenga da OGM e che venga dal commercio equo. Evitiamo di acquistare prodotti in confezioni di plastica, compriamo miele in barattolo di vetro, possibilmente in grosse quantitàEvitiamo le confezioni monouso, il miele è un prodotto che si conserva naturalmente e per lunghi periodi.

Il miele è uno dei prodotti che meno richiedono passaggi e lavorazioni. Per ottenere un prodotto di qualità l’unico passaggio che serve è il filtraggio. Per questo vi consigliamo di non acquistare i mieli pastorizzati, come quello riportato qui in foto. Se non è indicato espressamente sull’etichetta con dicitura tipo “non riscaldato” e “non pastorizzato”, allora il prodotto è sempre stato pastorizzato! Evitate questo prodotto, come abbiamo visto è solo un liquido pieno di zuccheri e niente più. Privilegiate i mieli dei piccoli apicoltori italiani, che non fanno mai la pastorizzazione di solito, e se possibile acquistate miele biologico o da coltivazioni in cui non vengono comunque fatti dei trattamenti sulle piante e sugli alberi.

Proprietà salutari e controindicazioni del miele

Tra tutti i dolcificanti in commercio il miele è considerato uno dei meno dannosi. Pur avendo un indice glicemico piuttosto alto, se di buona qualità, è ricco di enzimi, antiossidanti, vitamine e minerali. Ha un potere calorico lievemente inferiore dello zucchero, ma che resta comunque alto, soprattutto per i soggetti diabetici. L’uso che se ne deve fare deve essere comunque moderato, come con qualsiasi altro dolcificante.

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