Abbiamo pubblicato di recente un e-book di approfondimento su questa bevanda, in cui sono stati analizzati e spiegati i suoi effetti su varie patologie e disturbi di salute, con la relativa bibliografia scientifica degli studi che compiuti dagli studiosi su questa bevanda

Il tè verde va conosciuto di più a nostro avviso e va diffuso nel mondo Occidentale, per le sue molteplici qualità curative e di prevenzione delle malattie. Ma anche il tè nero non scherza sotto questo aspetto, anche se il tè verde ha una azione per certi versi più potente.

In particolare, tra le varie sostanze vegetali presenti nel tè che hanno attirato l’attenzione dei ricercatori ci sono dei composti chimici chiamati flavonoidi. Nel mondo vegetale ci sono migliaia di flavonoidi, molti dei quali hanno funzione antiossidante, essi sono capaci di raccogliere e disattivare i radicali liberi potenzialmente dannosi che, se lasciati liberi nell’organismo, possono provocare malattie croniche come patologie cardiovascolari, tumori, cataratta, infiammazioni, artriti e anche il morbo d’Alzheimer.

Una ricerca condotta in Olanda ha evidenziato che persone che assumono grandi quantità di flavonoidi corrono meno rischi di avere attacchi di cuore rispetto a coloro che ne consumano meno.

Una tazza di tè verde fornisce circa 200 mg di flavonoidi, la maggior parte dei quali vengono rilasciati nella bevanda nel primo minuto di infusione. Tempi di preparazione più brevi corrispondono al rilascio di meno flavonoidi. L’assunzione di tre tazze di tè al giorno per un periodo di due settimane fa aumentare di circa il 25% la concentrazione di flavonoidi nel sangue.

Previene il tumore

Una delle azioni più studiate è la possibile prevenzione di diversi tipi di cancro. Un’abbondante mole di ricerche sperimentali ha evidenziato che il tè e i suoi flavonoidi offrono protezione rispetto al cancro indotto da agenti chimici ( nitrosammine, sostanze inquinanti che respiriamo nell’aria ecc. ). Le ricerche condotte proprio sul potere antiossidante dei diversi flavonoidi del tè hanno dimostrato un’analoga azione antiossidante tra le catechine del tè verde e le teaflavine e tearubigine del tè nero anche se su organi diversi. Risultati estremamente positivi sono stati evidenziati in studi condotti in Giappone e Russia. In questi paesi le foglie (sia di tè verde che nero) vengono normalmente lasciate in infusione molto a lungo nella tazza, che viene rabboccata con acqua calda via via che il tè viene bevuto. In questi casi la concentrazione dei flavonoidi nella bevanda è molto alta e probabilmente è questo che determina la differenza dell’effetto riscontrato negli studi effettuati in questi paesi rispetto a quelli effettuati in occidente.

RIFERIMENTI SCIENTIFICI:
– Hertog, M.G.L, Kromhout, D., Aravanis, C. et al. (1995) Flavonoid intake and long-term risk of coronary heart disease and cancer in Seven Countries Study. Arch Intern Med 155: 381 – 386

– Van het Hof, H.H., Kivits, G.A.A., Westrate, J.A. and Tijburg, L.B.M. (1988) Bioavailability of catechins from tea: the effect of milk. Eur J Clin Nutr 52:356 – 359