Nel 2016 l’ex campione del mondo di Formula Uno Jody Scheckter (vinse nel 1979 su Ferrari) ha fatto un investimento nella creazione della fattoria Laverstoke Park Farm, nella contea centromeridionale dell’Inghilterra, mettendo in piedi un allevamento di oltre mille ettari con 1.500 bufale e un caseificio ultramoderno (con tanto di laboratorio di microbiologia), destinato alla produzione di mozzarelle con animali al pascolo, in regime di produzione biodinamica.

«La differenza con la mozzarella italiana», ha esordito Scheckter in una intervista, giorni fa, «è che la nostra è migliore». E così, la scommessa che l’ex pilota australiano ha giocato sul mercato britannico attraverso un investimento rilevante potrebbe essere vinta il 29 marzo prossimo, se il governo di Theresa May non dovesse trovare un accordo con l’Unione Europea (nel senso che cesserebbero o diminuirebbero fortemente le importazioni di mozzarella di bufala campana DOP in Inghilterra, e gli allevamenti inglesi guadagnerebbero enormi fette di mercato).

A chi gli chieda lumi su cotanto convincimento, Scheckter ha risposto vantando la superiorità del latte inglese, legata al pascolo d’estate e al buon fieno locale in inverno. «Un latte che», avverte l’australiano, «è ricco di proteine e di calcio, cremoso e una volta trasformato in mozzarella ha già conquistato i clienti inglesi» sbarcando in catene della Gdo come Waitrose, ma non solo.

La risposta delle risposte, appare evidente, non si farà attendere, e arriverà dal mercato. I segnali che arrivano non sono rassicuranti per il prodotto italiano; in trattative con Scheckter infatti, in previsione dell’entrata in vigore della Brexit, ci sono già nuovi clienti, e di grosse dimensioni. Firme della grande distribuzione, come Wetherspoon, ad esempio: un’azienda che da qualche settimana ha preso ad introdurre nei propri punti vendita prodotti “made in GB” similari a prodotti esteri, con l’intento di evitare un cambio troppo brusco.

Nella filosofia di base di Jody Scheckter vi sono alcuni punti fermi, che applica senza compromessi in tutte le produzioni della sua Fattoria a Laverstoke Park Farm, e sono i seguenti:

  • rispetto assoluto della biodiversità e dei cicli vitali del terreno
  • accrescimento lento degli animali e delle coltivazioni di erba e fieno
  • utilizzo esclusivo di metodi biologici (organic) e biodinamici sia per l’allevamento che per l’agricoltura della fattoria
  • e infine ferma credenza nel motto seguente: terreno buono=erba buona=buona qualità degli animali=cibo più buono=persone più felici!

La Fattoria alleva non solo bufale, ma anche mucche, pecore, maiali. Produce birra, vino, formaggi, gelato e carni.

Sito internet della Fattoria: https://www.laverstokepark.co.uk/

Vedi qui il video di presentazione della Laverstoke Park Farm di Jody Scheckter: un’azienda in cui alla parola ”qualità” seguono i fatti:

Eh si, a quanto pare allevare animali secondo il rispetto della natura e della vita si può! Basta volerlo!

Fonti:

 

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