L’arancia rossa di Sicilia è attualmente uno degli alimenti più studiati al mondo dagli scienziati di chimica e Nutrizione. La loro caratteristica polpa di colore rosso porpora, con sfumature viola, nasconde al suo interno delle sostanze potentissime chiamate antocianine, che gli studiosi studiano perchè si è visto che sono sostanze in grado di accendere i geni della longevità e spegnere quelli dell’invecchiamento! Questo frutto si trova disponibile in commercio solo da Gennaio fino ad Aprile, ovvero durante la stagione di sua spontanea maturazione in Sicilia. Non è infatti possibile produrre queste arance al di fuori di questo periodo e del clima particolare di questo periodo. Ne abbiamo già parlato in un nostro articolo qualche settimana fa: https://ciboserio.it/spesa-di-stagione-arancia-rossa-di-sicilia-igp/

Succo anti-obesità

Come dicevamo, le 3 qualità di arancia rossa siciliana (Moro, Tarocco e Sanguinello) sono oggetto di ricerche in tutto il mondo. Ci sono vari indizi che collegano l’agrume alle vie metaboliche che influenzano la longevità. Nei topi la somministrazione di arancia rossa stimola i geni legati alla durata della vita e ha un effetto protettivo sulle malattie cardiovascolari. E un filone di ricerca intrigante a cui lavora l’Istituto Europeo di Oncologia, e che riguarda l’inibizione dell’adipogenesi, cioè la formazione del tessuto adiposo spinta in particolare da p66, uno dei geni dell’invecchiamento. Un primo test è avvenuto su modelli animali e il risultato è stato sorprendente: non solo il consumo di succo di arancia non promuove l’aumento del peso corporeo, ma diminuisce l’accumulo di grasso. Ulteriori esperimenti su colture cellulari e sull’espressione genica nel tessuto adiposo degli animali trattati hanno confermato che il consumo di succo di arancia rossa va proprio a modificare il metabolismo lipidico, nel senso che anche in presenza di una dieta ricca di grassi non si forma tessuto adiposo.

Un’altra ricerca, pubblicata dal World Journal of Gastroenterology, ha dimostrato che la somministrazione di arancia rossa ha ridotto, negli animali sottoposti contemporaneamente a una dieta ipercalorica, i trigliceridi, il colesterolo plasmatico e il deposito di grasso nel fegato: https://www.wjgnet.com/1007-9327/full/v18/i29/3862.htm

Ed è stata realizzata allo Ieo una sperimentazione su volontari. Il progetto Star (Smart Trial Arancia Rossa) valuterà gli effetti del succo di arance rosse dell’Etna su donne operate di tumore al seno e sottoposte a una terapia che purtroppo ha come effetto collaterale l’ipercolesterolemia e l’aumento di peso.

Sempre meglio il frutto intero

È ancora troppo presto per stabilire un dosaggio della bevanda di arance rosse e farne uno strumento di prevenzione dell’obesità. Spremuta o succo al 100% (non da succo concentrato) sono i benvenuti, perché conservano antocianine e molti nutrienti, ma non si esageri: a piacere, si può bere un bicchiere (da 200 millilitri), in sostituzione di una porzione di frutta fresca. Manca la fibra, la cui assenza può essere compensata rimpinguando le porzioni quotidiane di verdura raccomandate. In stagione, è sempre preferibile optare per l’arancia rossa intera, a fine pasto o come spezza-fame. L’apporto calorico è molto basso (intorno alle 40 chilocalorie per 100 grammi), i grassi sono inesistenti e vale la pena mandar giù un po’ di albedo, la parte bianca, perché fornisce ulteriore fibra.

Fonte: Eliana Liotta IEO (Istituto Europeo di Oncologia)

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