Ideale come snack!

E’ esattamente questo che si legge sul sito della azienda produttrice di questo prodotto, nella descrizione: https://www.noberasco.it/it-IT-it/products/0-99-Banana-Chips-100-g_257508.aspx 

In realtà non si tratta affatto di uno snack ideale, parlando da un punto di vista prettamente scientifico, nutrizionale e di salute.

La frutta essiccata può rientrare in una dieta attenta e salutare, ma solo se parliamo di quella naturale senza aggiunta di zuccheri, aromi e conservante come invece nel prodotto qui in esame.

Nessun medico o nutrizionista al mondo potrà mai decretare come “ideale” per uno spuntino questo prodotto in foto. Anzi, è proprio il contrario di quello che si consiglia per lo spuntino nell’ambito di una alimentazione sana e corretta.

A parte il prezzo elevato al chilo (euro 9,90) per niente giustificato (si tratta solo di banane immerse in uno sciroppo di zucchero e olio), il prodotto è problematico per diversi aspetti nutrizionali.

Questo “snack” infatti dà una scarica rapida di zucchero all’organismo (62 g di carboidrati su 100g di prodotto, contro i 20g della banana fresca), non fornisce un corretto segnale di sazietà in quanto si compone solo di zuccheri semplici, e anzi ha un effetto ormonale di stimolo ulteriore dell’appetito. Il nostro corpo si sente appagato e sopprime il segnale della fame soltanto in presenza di pasti bilanciati in cui siano presenti simultaneamente buoni quantitativi di proteine (qui assenti nel prodotto), fibre, carboidrati, grassi e micronutrienti come vitamine e minerali.

Gli ingredienti

Analizziamo nello specifico gli ingredienti di questo prodotto

  • Banana
  • Miele
  • Zucchero
  • Olio di semi di girasole (olio di cocco nella nuova versione del prodotto)
  • Aromi (aroma di banana nella nuova versione del prodotto)
  • Anidride solforosa (conservante)

In pratica spendiamo 1 euro per mangiare zuccheri e aromi industriali.

La banana mangiamola intera come spuntino, non essiccata e con gli zuccheri aggiunti.

Zucchero, aromi e conservanti aggiunti

da notare la presenza di un conservante, l’anidride solforosa.

L’anidride solforosa (o diossido di zolfo,E220) viene utilizzato dall’industria alimentare con la funzione tecnologica di: antiossidante, sbiancante delle farine, conservante, stabilizzante ed esaltatore di sapidità.

Effetti collaterali: (FONTE: Altroconsumo Guide pratiche “Alimenti con il trucco”)

  • reazioni allergiche (asma, mal di testa, irritazione gastrica o cutanea, eczema, nausea, diarrea)
  • perdita di vitamina B1 (tiamina)
  • potrebbe essere cancerogena (ancora da verificare)
  • E220 deve essere evitata da chi ha patologie al fegato e ai reni.
  • mutageno per alcuni batteri

I derivati dell’anidride solforosa (E220, E221, E222, E223, E224, E226, E227, E228), detti anche solfiti, sono irritanti e hanno una tossicità acuta e cronica, per esempio interagiscono con gli enzimi cellulari e distruggono alcune vitamine (per esempio la tiamina). Vengono usati nel vino, nella birra (anche per questo bisogna moderarne il consumo, non solo per l’alcol) e in altre bevande come i succhi di frutta, nella senape e in altri condimenti (FONTE: dottor Andrea Tibaldi, Cibo360.it)

Questo genere di frutta essiccata e dolcificata sarebbe da ignorare, almeno per la persona comune sedentaria. Uno sportivo potrebbe utilizzarli invece come spuntino e ricarica di zuccheri durante una gara o tra una sessione di allenamento e un’altra, ma sono comunque casi limite per atleti con un fabbisogno energetico giornaliero molto alto.

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