Oggi nei supermercati c’è una ondata di cibi biologici. La cosa può essere al primo sguardo molto positiva per i consumatori, che finalmente vedono riconosciuta una maggiore attenzione da parte delle industrie alimentari verso un cibo più pulito, meno inquinato e soprattutto verso una più chiara tracciabilità dell’origine delle materie prime, parametro oggi molto importante dal momento che l’alimentazione è globalizzata e i cibi viaggiano da un capo all’altro del pianeta, cosa che non depone di certo a favore della qualità degli alimenti nè tantomeno della sostenibilità dei processi produttivi e quindi della salvaguardia dell’Ambiente, dei mari, dei fiumi, dell’aria che respiriamo e dei terreni dove si coltiva o si alleva il prodotto.

Ma non è tutto oro quel che luccica, ovviamente. Come ogni cosa, anche in questo campo c’è prodotto e prodotto, e c’è biologico e biologico! Per esempio le produzioni biologiche attuate in Unione Europea sono differenti da quelle attuate in Paesi Non-Ue, ovvero Stati extra UE come possono essere Cina, Turchia, India, Vietnam e altri.

Nella immagine: una confezione di lenticchie biologiche proveniente dalla Turchia, in vendita nei supermercati Esselunga

Il biologico Ue e Non-UE non sono la stessa cosa

Checchè se ne dica, non si tratta di produzioni che seguono gli stessi parametri di qualità, sicurezza e trattamenti fertilizzanti sui campi. L’utilizzo di sostanze chimiche sui campi di coltivazione differisce tra Unione Europea e Paesi Non-UE, sia per tipologia di prodotto (a volte prodotti fertilizzanti usati extra-UE sono completamente vietati nel biologico UE) che per quantitativi adoperati e consentiti. A volte è il clima diverso che impone trattamenti con prodotti differenti, che aiutano la maturazione o la crescita dei frutti (un esempio classico è la maturazione del grano o delle lenticchie in Canada, Paese dal clima freddo rispetto a quello italiano) Una nuova legge europea entrerà in vigore nel 2021 e punta ad equiparare completamente il bio UE a quello Non-UE, per adesso c’è solo il principio di “equivalenza” , cioè la legislazione locale extra UE sul biologico è considerata come equivalente a quella che esiste in Europa. Ovviamente “equivalente” non equivale a “uguale” o a “perfettamente conforme”, infatti arrivano in Europa navi intere di cereali, legumi, frutta secca e semi oleosi da Turchia, India, Cina. Nel 2018 la Commissione europea ha introdotto un nuovo Regolamento che sostituirà (solo a partire dal 2021 appunto) il principio di equivalenza con quello di conformità, che dovrebbe tutelare maggiormente il consumatore garantendo produzioni identiche in tutto e per tutto tra quelle UE e quelle Non-UE.

La legislazione europea attuale sulle produzioni biologiche Non-UE si basa su un principio di “equivalenza”. Nel 2021 entra in vigore il principio di “conformità”

Se il prodotto fosse del tutto identico non avremmo bisogno di farlo arrivare dall’altra parte del mondo ma utilizzeremmo quello che si produce nell’Unione Europea. E non si venga a dire la solita frase (ingannevole) che “la produzione interna non basta per il fabbisogno”, queste sono davvero tutte balle, la verità è che produrre in Cina un qualsiasi alimento costa 5-10 volte meno che produrlo in Europa o Italia, e costa meno proprio perchè la qualità e il metodo di produzione sono ben differenti da quelli dell’unione Europea, e le regole e i controlli sono ben differenti! E alla fine importarlo dalla Cina costa alle industrie alimentari italiane ed europee sempre meno che produrselo in Europa! Questo è emerso chiaramente anche per quanto riguarda il latte cinese che sta invadendo da alcuni anni il mercato europeo, e di cui hanno parlato anche servizi giornalistici di inchiesta come quello della trasmissione Petrolio della RAI, di cui vi lasciamo il nostro riassunto: https://ciboserio.it/il-latte-cinese-sta-invadendo-le-industrie-di-latticini-in-europa/

Per il momento, il consiglio che diamo ai consumatori è quello basato sul principio della precauzione e prudenza: preferire produzioni biologiche da piccoli produttori italiani, idealmente, oppure premiare con l’acquisto il prodotto bio UE che si trova nei supermercati tradizionali o presso altri negozi di alimenti biologici. Se la Cina è diventata un produttore a livello mondiale di pinoli, pomodoro, fagioli e latte è ragionevole supporre che una produzione così sterminata in termini di quantità si sposi poco o niente con qualità della materia prima, sostenibilità dei terreni e rispetto rigoroso delle vere produzioni biologiche.

Cibi bio Non-UE in vendita in Italia

Alcune fra le principali produzioni biologiche Non-UE che destano sospetto e richiedono precauzione (anche a seguito di inchieste giornalistiche ben documentate come i servizi di Report su RAI3) sono le seguenti:

  • pasta di grano Non-UE: vedi nostro approfondimento qui https://ciboserio.it/grandi-marchi-di-pasta-italiani-usano-grano-estero/
  • banane Non-UE (sono presenti piccole produzioni europee oggi, nelle Antille (con disciplinare UE in quanto di sovranità spagnola), in Portogallo e in Sicilia
  • caffè, tè e cacao Non-UE (al momento siamo totalmente dipendenti da pochi seri produttori extra-UE,coscienziosi e aderenti al commercio equo-solidale. Ma non tutto il commercio definito equo-solidale è serio e coscienzioso, purtroppo…)
  • legumi Non-UE (abbiamo molte alternative di qualità italiane su queste produzioni, vedi il nostro Food Shop Assistant che seleziona piccoli produttori italiani)
  • frutta secca Non-UE (pinoli, mandorle californiane, prugne californiane, noci Turchia ecc. Abbiamo dei piccoli produttori di qualità in Italia, vedi il nostro Food Shop Assistant)
  • frutta, limoni, arance ecc.
  • anacardi dal Vietnam (presenti anche tra gli ingredienti delle confezioni di pesto alla Genovese, al posto dei pinoli)
  • molti altri prodotti…

In foto: fagioli biologici da Agricoltura Cina, in vendita presso una catena di supermercati biologici italiani

Pasta biologica fatta con un mix di grano biologico europeo e Non-UE (si veda nostro approfondimento qui: https://ciboserio.it/grandi-marchi-di-pasta-italiani-usano-grano-estero/)

Il Servizio di spesa consapevole (e corso di Educazione Alimentare) FOOD SHOP ASSISTANT di Cibo Serio aiuta il consumatore ad orientarsi verso i cibi in commercio oggi in Italia che arrivano da piccole aziende del territorio nazionale e da alimenti dei supermercati che hanno una filiera più corta possibile (italiana o Biologico UE, per quanto riguarda i prodotti Bio): https://ciboserio.it/food-shop-assistant/

Chiedici maggiori info sul servizio: info@ciboserio.it