Da decenni uno dei prodotti più venduti è sicuramente il chewing gum “senza zucchero”. Come se fosse veramente senza zuccheri poi…in realtà gli zuccheri ci sono, anche se per legge vengono definiti edulcoranti anzichè zuccheri. A volte si tratta di sostanze diverse dallo zucchero da tavola (saccarosio) per alcune caratteristiche chimiche, ma a livello del gusto e della chimica prodotta sul sistema nervoso centrale si tratta di zuccheri a tutti gli effetti. Alcuni di questi edulcoranti poi hanno anche le calorie e producono uno stimolo della glicemia e dell’insulina nell’organismo. E’ il caso del maltitolo e dello sciroppo di maltitolo, due dolcificanti che vedremo presenti anche nel prodotto mostrato in foto in questo articolo. Pertanto, dove sta la differenza tra lo zucchero e questi pseudo-zuccheri? Difficile trovarla.

Le gomme da masticare creano appunto disfunzione a carico della flora batterica intestinale, per via di numerose sostanze tossiche e artificiali inserite in questi prodotti dall’industria, in primis un mix di aspartame e altri dolcificanti artificiali a basso contenuto calorico, aromi, cere e coloranti.

Questi chewing gum poi contengono sempre la “gomma base” (vedi nella foto tra gli ingredienti), che costituisce un ingrediente fondamentale nella preparazione delle gomme da masticare, essendo l’elemento che permette a tutti gli ingredienti di restare uniti, rendendo il confetto masticabile. È formata da elementi quali resine naturali o sintetiche, gomme di derivazione petrolifera, nonché gli immancabili additivi. Non essendo solubile in acqua, la gomma base non è digeribile.

Osservando l’immagine e la lista degli ingredienti del prodotto in foto possiamo subito constatare come si tratti di un prodotto alimentare a base di additivi e sostanze di sintesi. L’unica sostanza strettamente naturale è forse solo l’olio di cocco, che però è probabilmente idrogenato dal momento che di solito si inserisce nella lista ingredienti la dicitura “non idrogenato” quando l’olio vegetale non sia stato idrogenato. E quindi ritorniamo al punto di partenza: non è una sostanza naturale nemmeno l’olio di cocco in quanto idrogenato. E’ noto infatti che gli oli idrogenati siano del tutto innaturali e artificiali, in quanto modificati chimicamente attraverso il processo dell’idrogenazione.

La lista rimanente degli ingredienti è davvero impressionante: dolcificanti artificiali come l’aspartame e l’acesulfame, conservanti e additivi di sintesi come l’E321 (butilidrossitoluene), coloranti artificiali come il blu brillante E133 e poi aromi, cere e gomme di derivazione petrolifera come la gomma base.

Aspartame e dolcificanti artificiali

Sui pericoli di dolcificanti sintetici come l’aspartame si parla da tanti anni, ci sono ricerche condotte da istituti di ricerca seri come il Ramazzini di Bologna che hanno dimostrato l’azione cancerogena di questo dolcificante sugli animali, ipotizzando effetti nocivi anche sull’uomo. Ciò nonostante la sostanza continua a essere permessa nell’industria alimentare e gli enti preposti alla sicurezza alimentare sostengono che non ci siano pericoli per l’uso alimentare umano. Ma non sarebbe meglio, in via precauzionale, vietare il commercio e l’uso di una sostanza controversa?

Conservanti di sintesi: E321 butilidrossitoluene

Questo conservante, contenuto nel chewing gum qui illustrato nell’immagine, è controverso sebbene attualmente permesso e autorizzato nell’industria alimentare. Infatti gli studi che sono stati condotti sugli animali hanno evidenziato dei problemi a carico della tiroide, dell’apparato riproduttivo e del fegato (tumore epatico). Ciò nonostante, gli esperti europei dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ritengono che questa sostanza sia sicura e non comporti problemi di salute per il consumatore se il consumo rimane entro la soglia della dose giornaliera accettabile di 0,05 milligrammi di conservante per chilo di peso corporeo (0,05/Kg/day). La sostanza (E321) viene utilizzata come antiossidante anche nell’industria cosmetica, soprattutto per creme e rossetti, e in quella farmaceutica.

Colorante blu brillante E133

il prodotto contiene uno dei coloranti sintetici più controversi e nocivi che esistano in circolazione. Merita un approfondimento specifico, come tutti i coloranti alimentari che sono presenti in commercio, che troverete all’interno del nostro corso “A lezione di etichetta”. Al momento basti sapere soltanto che questo colorante si ricava dal petrolio o dal carbon fossile, e che nella preparazione può essere aggiunto anche l’alluminio per migliorarne la funzionalità tecnologica. Abbiamo parlato di recente di questo colorante anche sulla nostra pagina Facebook in questo post. 

Conclusioni

Aldilà degli aspetti tecnici riguardanti la dose massima accettabile giornaliera (DGA) di alcune sostanze contenute in questo prodotto, o gli studi sugli animali e le problematiche che sono emerse, appare in ogni caso sconsigliabile un utilizzo di questi prodotti contenenti così tanti additivi e sostanze chimiche di sintesi. Inoltre, chi consuma i chewing gum o i dolcificanti, solitamente lo fa su base molto regolare e non con un uso saltuario. Anche perchè questi prodotti vengono veicolati dalla pubblicità come alternativi allo zucchero e utili per il mantenimento di denti sani! Pertanto sono studiati apposta per essere consumati dopo ogni pasto per rinfrescare l’alito e mantenere la bocca sana. E che dire degli effetti combinati e sovrapposti di tutte queste sostanze chimiche all’interno del nostro organismo? Esistono studi in tal senso che possono assicurarci che non vi siano effetti nocivi e avversi dalla simultanea presenza di tutte queste sostanze artificiali nell’organismo? La risposta è no, non esistono ad oggi studi sull’effetto combinato dei conservanti e degli additivi (effetto cocktail). Pertanto sembrerebbe cosa saggia e prudente astenersi dal consumo di prodotti così ricchi di additivi e di chimica di sintesi.

Aldilà di tutto il nostro scopo è solo quello di informare correttamente il consumatore sul contenuto dei prodotti alimentari e sulla conoscenza degli ingredienti, molto spesso deficitaria nei consumatori. Ogni consumatore sarà poi libero di fare le proprie scelte di consumo, ma se un consumatore è informato allora questo sarà sempre un aspetto positivo.